giovedì 5 gennaio 2017

Il vero "Allevatore" di pappagalli: Intervista al campione Filippo Tosetto

Filippo l'ho conosciuto tramite Facebook, sono stato incuriosito dalle sue numerose foto in cui sono ritratti gli esemplari premiati.
Quando ci siamo parlati e l'ho intervistato ho capito che si tratta di un ragazzo con profonde conoscenze nell'ornitologia. Mi ha raccontato di aver studiato la genetica, per la selezione dei suoi ceppi, da vecchi libri inglesi, francesi e olandesi.
Oggi Filippo si è tolto molte soddisfazioni e ha raggiunto diversi obiettivi con il suo allevamento.

In quest'intervista gli chiederemo tutto del suo allevamento e ovviamente...alla fine ci svelerà qualche piccolo segreto!

Intervista Tosetto Filippo (Padova, dicembre 2016)



-Ciao Filippo, ci racconti un po' chi sei?

Sono un allevatore amatoriale di pappagalli della provincia di Padova iscritto alla FOI (il mio

rna è 28UN) . Seleziono e allevo molte specie e mutazioni rare di pappagalli, cercando di

trasmettere alle persone questa mia passione esattamente com’è stata trasmessa e insegnata a me.

Oggi infatti, purtroppo, gli allevatori ormai si possono contare nelle dita di una mano. Il concetto di

allevatore è un po’ difficile: l’allevatore infatti seleziona e conosce i criteri della selezione degli

animali che si basano soprattutto su taglia, colore e purezza dell’animale. Questo modo di vedere

gli animali si è secondo me perduto con gli anni per colpa anche dell’arrivo di nuove mutazioni, che

portano l’allevatore a guardare solo al guadagno economico e non alla selezione dell’animale.

Allora si cerca solo di fare numero e si guarda alla qualità degli animali che è la cosa fondamentale.

Queste persone, a mio avviso, non possono essere definite allevatori ma semplici commercianti o

affaristi. Su questo argomento ho scritto anche un articolo in inglese per una rivista olandese online

di animali. Se siete interessati lo trovate nel mio sito internet: (http://filippopappagalli.altervista.org).


Interessante il tuo sito! lo consiglio a tutti i nostri lettori. Per visitarlo basta che cliccate nel link che ha dato Filippo.

-E tu conoscevi il nostro sito? lo hai mai utilizzato per avere informazioni?

A dire il vero, non ne ero a conoscenza. Ho avuto però, grazie alla vostra mail, l’occasione per

interessarmene e l’ho trovato molto ben fatto.

-Dal tuo profilo facebook noto che allevi moltissime specie di pappagalli, ci puoi elencare quali sono?

Le specie di cui mi occupo principalmente sono: pyrrhura emma, croulescens, frontalis, pacifica,

Parr.blu bonett, varius multicolor, agapornis in generale, caichi testa nera, parr. Red cap e

australiani in generale.

-Come è nata questa passione?

Questa passione è nata circa una decina d’anni fa, anche se fin da piccolo tenevo volatili, roditori,

rettili e pesci in casa. Pian pian col passare degli anni mi appassionai ai pappagalli anche se allo

stesso tempo tenevo guld, diamanti bavetta e diamante pappagallo. Cominciai a girare allevamenti e

commercianti dove conobbi uno dei primi commercianti- allevatori di pappagalli d’Italia. Questi mi

donò dei libri molto rari, forse unici, scritti in francese, olandese e inglese, molto vecchi (il più

vecchio ha 70 anni): in poche parole i primi libri che parlavano di pappagalli nei quali vengono

spiegati i vari processi per fissare e creare una mutazione. I primi pappagalli che ho riprodotto

subito con successo furono kakariki, poi calopsite e i primi roseicollis opalini, al tempo una novità.

Subito dopo mi misi ad allevare lori, molte specie di roselle, amazzoni, ara, cacatua, conuri e

pappagalli africani. Molte di queste specie che allevai non sono più allevate in cattività . Il mio

obiettivo era allevare specie e mutazioni molto particolari che nessuno aveva non solo in Italia, ma

anche in Europa, e in seguito selezionarle nel miglior modo possibile per poter portare a casa

risultati importanti nel mondo ornitologico. Adesso, dopo anni di fatiche, posso dire di esserci

riuscito.






-Ho notato molte foto di Agapornis anche molto particolari come gli opalini testa arancio, i diluiti, i personata viola e molti altri, hai veramente un ceppo prezioso in allevamento. Come sei arrivato ad avere queste rare mutazioni?

Sono riuscito ad ottenere tali risultati dopo tanto tempo e tanta pazienza, ma anche conoscendo

allevatori italiani ed esteri di un certo livello e fama. Inoltre ciò è stato possibile anche riuscendo a

reperire dei soggetti molto validi sia nell’ambito di selezione che di ultime novità sulle mutazioni.

Mi sono creato un ceppo andando avanti con la selezione dei soggetti e cercando di formare minimo

3 coppie per mutazione. Così facendo, andando avanti, ri-accoppiando i figli e tenendoli sempre

come grado di parentela massimo di cugini.

-Hai mai vinto premi, se si quali?

Si, sia a livello italiano che internazionale.

-Ormai è metà dicembre e inizia ad essere veramente freddo, come gestisci i tuoi pappagalli in inverno? dove li tieni? cosa mangiano?

Non è molto semplice gestire gli animali: soprattutto in questo periodo bisogna avere molte

accortezze. Come alloggi li tengo fuori all’esterno, naturalmente coperti dalle correnti d’aria.

Invece, per quanto riguarda l’alimentazione, cerco di usare più girasole e un pastoncino più grasso

per cercare di tenerli più in forma possibile .


-Ci puoi svelare qualche tuo piccolo segreto per un allevamento di successo?

Uno dei miei segreti è sicuramente i semi germogliati somministrati ai piccoli durante

l'allevamento e durante la preparazione alle cove. Poi sicuramente il segreto più importante è la

giusta e corretta alimentazione, cioè sempre frutta e verdura somministrata ogni giorno insieme a un

buon pastoncino secco e ad una buona miscela di semi. Uso anche molti peperoncini e peperoni:

questi servono moltissimo, stimolano alla riproduzione, prevengono le malattie e aiutano il miglior

funzionamento dell’organismo dell’animale.


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La cosa bella è che in queste interviste potete anche voi fare delle domande! 
Scrivete qui sotto nei commenti le vostre domande e vi risponderanno direttamente.


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